Sensori al posto degli occhi
Le automobili autonome rilevano informazioni sull’ambiente circostante mediante una moltitudine di sensori. Pianificano il percorso ed eseguono determinate operazioni, ad esempio accelerare, frenare e cambiare corsia.

Detto in modo semplice, le auto a guida autonoma, grazie a quattro tipi di sensori, creano un’immagine dell’ambiente circostante:

  1. Telecamere: come i nostri occhi, le telecamere registrano con immagini l’ambiente circostante. Riescono a riconoscere e a interpretare linee di demarcazione, ostacoli o limiti di velocità. Ma hanno anche gli stessi svantaggi dei nostri occhi: al buio, con la neve, la nebbia o la pioggia, la visuale si riduce.
  2. Radar: il radar riconosce l’ambiente circostante anche in condizioni climatiche avverse e anche da una notevole distanza, riuscendo a stimare bene le velocità. Però il radar non può interpretare le linee di demarcazione o i cartelli stradali, ad esempio.
  3. Lidar: il Lidar emette raggi laser e misura quanto tempo impiegano a tornare indietro. Questo permette al veicolo a guida autonoma di riconoscere anche i contorni, con un elevato grado di precisione. In condizioni di tempo avverso, il sistema al momento è ancora suscettibile di errori.
  4. Ultrasuoni: gli ultrasuoni scandagliano l’ambiente direttamente limitrofo al veicolo. Con essi, l’auto può ad esempio entrare autonomamente in un parcheggio.

Ci sono ovviamente anche i dati GPS, che possono indicare all’auto con un’esattezza di alcuni metri in che punto si trova.
Ogni sensore ha i suoi vantaggi e svantaggi. È per questo motivo che le automobili a guida autonoma hanno bisogno di una combinazione di tutti i dati. In questo modo possono farsi un’immagine precisa del loro ambiente circostante. Il punto debole di un sensore può essere compensato dai punti di forza di un altro.

Esempio illustrativo Audi A8
Già attualmente la nuova Audi A8 può, in colonna in autostrada, rilevare il volante fino a una velocità di 60 km/h*. Il conducente deve, tuttavia, essere pronto a riprendere in qualsiasi momento il volante (livello 3). Questo è reso possibile dai seguenti sensori:

Grazie ai vari sensori, l’Audi A8 analizza con esattezza l’ambiente circostante.

Come e con quali strumenti comunicano fra loro i veicoli?
Vedere non basta. Un grande vantaggio delle automobili a guida autonoma è che comunicheranno fra loro. In linea di massima possiamo distinguere fra tre differenti tipologie di comunicazione:

  1. Da auto ad auto: l’auto che precede comunica all’auto che segue la velocità a cui sta procedendo oppure che si trova in fase di rallentamento. Se rileva un ostacolo, avvisa tutti gli altri veicoli che si trovano sul percorso. Se, ad esempio, in autostrada un oggetto blocca la carreggiata di sinistra, gli altri veicoli a guida autonoma ne vengono informati e di conseguenza si spostano sull’altra carreggiata. È addirittura ipotizzabile che un’automobile si fidi delle informazioni inviate dalle altre automobili se i propri sensori non funzionano. Questo le permetterebbe almeno di farsi da parte senza mettere in pericolo gli altri utenti della strada.
  2. Auto con l’infrastruttura: le auto che guidano da sole potrebbero addirittura comunicare con l’infrastruttura, ad esempio con incroci o semafori. In questo modo si possono adeguare le fasi di semaforo verde a seconda del traffico viario ed evitare incidenti nelle rotonde o in altri punti nevralgici. Le automobili ricevono inoltre informazioni sulle condizioni della strada (ad es. strada ghiacciata).
  3. Auto con altri apparecchi mobili: i veicoli autonomi potrebbero comunicare con le app installate sui nostri smartphone o tablet, per consentirci di guardare film o scrivere e-mail anche in viaggio. Aggiornando in tutta semplicità le app, potremmo anche scaricare sempre le ultime mappe per il navigatore.

La tecnologia si sviluppa rapidamente. Al momento, però, non è al punto da poter «esimerci» completamente dalla guida. Di conseguenza, potrebbe ancora volerci un bel po’ prima di vedere circolare un veicolo completamente autonomo.

 

* In Svizzera, una simile «guida pilotata» non è ancora consentita.

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